MTO Shahmaghsoudi ®

I principi del Sufismo

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M.T.O Shahmaghsoudi® insegna i principi del Sufismo che facilitano il viaggio verso l’auto-conoscenza.

Il viaggio verso il proprio regno interiore e lo stato della propria anima è chiamato Seyr-va-Solouk. 

L’insegnante spirituale, conosciuto come il Pir, che significa “la luce del sentiero”, guida il ricercatore attraverso questo viaggio di Auto-conoscenza. La luce guida dell’insegnante illumina il sentiero del ricercatore, e gli permette di superare gli ostacoli in questo viaggio. In Kanzol-Soluk (La ricchezza della Cognizione)(33-34), l’attuale Maestro Sufi della Scuola di Sufismo Islamico M.T.O. Shahmaghsoudi®, Hazrat Salaheddin Ali Nader Angha, presenta gli otto principi del Sufismo come segue:

 

Zikr ricordare  –  ricordare sempre Dio
Fikr pensare, meditare  – essere nello stato di consapevolezza e di riflessione
Sahar risvegliarsi  –  risveglio dell’anima e del corpo
Jui’ desiderare ardentemente  –  avere il desiderio esteriore  (mente) e il desiderio interiore (cuore) di ottenere la verità e di persistere nella ricerca
Somt Osservare il silenzio  –  cessare di pensare a e parlare di cose futili
Saom digiunare  –  digiuno del corpo dal cibo, della mente dagli attaccamenti, e dell’anima dai desideri
Khalvat osservare la solitudine  – pregare in solitudine, esteriormente ed internamente
Khidmat servire  – dissolversi nella Verità del maestro e dissolversi nella Verità dell’esistenza, Dio.

 

Questi principi facilitano il viaggio verso l’auto-conoscenza. Innanzi tutto, il ricercatore della Verità acquisisce più controllo su tutti i naturali appetiti, desideri e dipendenze (fisiche, mentali, emozionali, ecc.). Come risultato, il ricercatore percepisce una liberazione interiore ed un senso di equilibrio, libertà e pace. Le costanti attrazioni esterne, che prima lo attraevano in differenti direzioni, non hanno più alcun controllo su di lui.

 

Il Pir permette al ricercatore di liberare se stesso dagli strati dell’ignoranza e dei falsi insegnamenti, e lo guida attraverso i sette stadi del cuore, dallo stadio dell’anelito genuino per l’amore e la conoscenza fino al più elevato stadio di unità e annichilimento. Attraverso l’osservanza dei principi sopra descritti, il ricercatore attraversa varie fasi di purificazione in cui vengono sollevati i veli dell’ignoto. Con la fede e la conoscenza, il cercatore testimonia l’Unità di Dio e l’Unità dell’Esistenza.

 

I Sufi hanno descritto gli stati del cuore rispetto alle sette sfere celesti. Il poeta Sufi Attar, in un poema riccamente allegorico chiamato La Conferenza degli Uccelli, descrive il pellegrinaggio mistico come una ricerca che inizia con la rimozione di tutti i desideri terreni, poi progredisce attraverso l’amore, la conoscenza e un senso di stupore e, infine, l’annichilimento, che significa l’unirsi con Dio.

 

La storia narra del grande desiderio di un gruppo di uccelli, che desiderano ardentemente conoscere il grande Simorgh, l’amato re. Gli uccelli, sotto la guida di un leader (l’Upupa), con passione ed entusiasmo iniziano il loro viaggio verso la terra del Simorgh. Ma uno dopo l’altro, essi abbandonano il viaggio, ognuno offrendo una scusa che impedisce loro di proseguire il viaggio. Alla fine solo trenta uccelli o si morgh  (in persiano) rimangono mentre finalmente attraversano le Sette Valli e giungono alla terra del Simorgh. Essi chiedono il permesso di vedere il Simorgh, ma la loro richiesta viene rifiutata. I trenta uccelli, o si morgh, nell’amore e nel rapimento, si annichilano e muoiono dal loro regno fisico, ed entrano nel regno della loro anima. Con loro stupore, lì loro si rendono conto che in realtà il grande Simorgh che loro avevano cercato per tutto il tempo è la loro stessa vera identità. In altre parole, il Simorgh o la verità è il si morgh, o la realtà dei trenta uccelli. Essi si rendono conto che questo è stato un viaggio di auto-conoscenza affinché potessero scoprire la loro verità.

In questa storia, l’upupa che guida gli uccelli è utilizzata come allegoria di un maestro Sufi che guida i propri studenti verso l’illuminazione. Gli uccelli devono attraversare sette valli per trovare il Simorgh. Queste valli rappresentano gli stadi che un ricercatore della verità deve attraversare per conoscere Dio attraverso la conoscenza del suo vero Sé.

 

In Al Rasa’el: La luce della Salvezza (106-110), Hazrat Shah Maghsoud Sadegh Angha fa riferimento ai sette stadi del cuore nella seguente poesia:

 

Nel Regno del cuore, sette stadi ci sono:

Che il cercatore deve tutti attraversare.

Il primo stadio è il cercare e l’aspirare,

Con difficoltà e dolore, di poter ottenere.

La Fede è il secondo stadio del cuore,

La sua essenza è conoscenza eterna.

Il terzo stadio è quello dell’amore,

Specchio ardente della luce dell’Amore.

Uno con l’esistenza il cercatore diventa,

In questo stadio, un testimone della Verità egli diventa.

Il quinto stadio è quello dell’Unità,

Brillante come il sole la particella sarà.

Il sesto stadio è quello dell’Estasi,

Pieno di meraviglia il cercatore sarà.

Il settimo stadio è l’Annichilimento e la povertà,

Dio si manifesterà a te in tutto.

Nella pace eterna il tuo cuore vivrà,

Quando il settimo stadio, la tua dimora, è raggiunta.

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Riferimenti:

Angha, Salaheddin Ali Nader.  Kanzol-Soluk.  Tehran, Iran: MTO Publications, 1986.

Attar, Farid ud-Din.  The Conference of the Birds.  New York: Penguin Press, 1984.

Angha, Shah Maghsoud Sadegh. Al-Rasael: The Light of Salvation.  Tehran: M.T.O. Shahmaghsoudi Publications, 1987.