MTO Shahmaghsoudi ®

Le pratiche Sufi

  • Tamarkoz®
  • Zikr
  • Preghiere
  • Digiuno

Le pratiche Sufi sono parte integrante dell’apprendimento interiore e della disciplina necessaria per la purificazione e il raggiungimento della vera cognizione di sé. Lo studente di Sufismo utilizza le pratiche con amore e devozione per sviluppare e dischiudere le sue abilità nascoste. Il Maestro Sufi guida lo studente attraverso ogni momento del suo viaggio verso l’auto-conoscenza.

MTO Tamarkoz® (Meditazione M.T.O.®)

“Raccogli tutte le tue energie e concentrale

sulla fonte della vita nel tuo cuore

affinché le tue scoperte siano imperiture, in modo che tu possa vivere

in equilibrio e tranquillità e conoscere l’eternità.”

Molana Shah Maghsoud Sadegh Angha

Messaggio dal Cuore

La Meditazione Sufi chiamata Tamarkoz® (Meditazione M.T.O. Shahmaghsoudi®), che significa “concentrazione delle abilità”, differisce in modo marcato rispetto a ciò che gli Occidentali chiamano meditazione. Il Tamarkoz® crea uno stato di equilibrio ed armonia in tutte le dimensioni del proprio essere. Questo potente e preciso metodo di cognizione interiore e scoperta di sé allinea, equilibra ed attiva i campi energetici del corpo e facilita l’unificazione di mente e cuore. Perciò, il ricercatore diviene ricettivo ed in armonia per raggiungere l’unità con lo spirito. La vera meditazione connette l’individuo con la fondamentale unità di tutta l’esistenza.

Secondo gli insegnamenti di Hazrat Shah Maghsoud Sadegh Angha, nel libro Angoli Nascosti della Vita, il corpo umano è equipaggiato con 13 centri elettromagnetici. La cognizione e lo sviluppo di questi centri creano la necessaria armonia e facilitano la scoperta della dimensione spirituale dell’essere umano. Il più importante di questi centri risiede nel cuore. Molana Shah Maghsoud Sadegh Angha ha fatto riferimento ad esso come all’“Io”, o la “Fonte della Vita”. Il Tamarkoz® del cuore distingue le tecniche Sufi da altri tipi di pratiche meditative. La scoperta dell’ “Io” e del suo campo attrattivo è essenziale nella cognizione del vero sé.

Zikr

“Coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Dio. In verità, i cuori si rasserenano al Ricordo di Dio.” (Sacro Corano, 13:28)

Il significato letterale di Zikr è ‘rimembranza’, in modo specifico rimembranza dell’Amato, di Dio.

Lo Zikr armonizza lo strumento umano alla sintonia della rimembranza di Dio. Se praticato correttamente, lo Zikr libera il ricercatore dalle distrazioni quotidiane, dai pensieri, dalle paure e dalle preoccupazioni unificando ogni aspetto del suo essere nella rimembranza di Dio. Questa pratica attiva i centri energetici del corpo, dando inizio al processo di purificazione del cuore.

Lo scopo del ricercatore è di connettersi al proprio cuore, lasciando che il ritmo ed il flusso naturale dello Zikr lo liberi da tutte le limitazioni.

Muovendosi da sinistra a destra, il ritmo ed il movimento dello Zikr sono dettati dal cuore nella forma del segno dell’infinito. Ci si muove da sinistra a destra formando il segno dell’infinito mentre si canta una specifica frase o verso. Al centro di questo segno dell’infinito c’è il cuore, dove deve risiedere l’assoluta concentrazione per sperimentare la realtà interiore e connettersi al vero sé, l’“Io”.

L’amore e l’attrazione si manifestano al centro dell’“Io” nel cuore del ricercatore, e da lì pervadono il suo intero essere. Questo centro funziona come un magnete che cattura tutte le energie, l’amore e l’attrazione che esistono nell’universo. Il punto di unione dei due mondi, o l’“Io”, è incorporato dentro di noi e viene “risvegliato” attraverso la meditazione e la preghiera, e grazie a questo il sentiero tra il cuore ed il cervello si illumina.

Preghiere (Salat)

La recitazione delle preghiere giornaliere (Salat), è un principio base del Sufismo ed un pilastro dell’Islam. Lo scopo delle preghiere è di ricercare la vicinanza con il Divino Amato, Dio. La dimensione esteriore include la purificazione attraverso il lavarsi (abluzioni), ed una serie di movimenti e recitazioni. La dimensione interiore richiede la presenza del cuore.

Questa presenza del cuore è una condizione essenziale per la preghiera. Nella vera preghiera, il cuore, le recitazioni, e le posture del corpo del credente sono alla ricerca di un’unica verità, e cioè l’esperienza della santa frase la ilaha illa Allah (non c’è nessun altro dio al di fuori di Dio). Le preghiere sono un requisito necessario che il devoto deve compiere, ma senza l’adeguata preparazione interiore per raggiungere l’unità con Dio esse sono prive di significato.

Le preghiere giornaliere nell’Islam sono un costante ricordo ed una fonte di forza per il vero ricercatore, il cui unico scopo è la vicinanza con Dio. Hazrat Shah Maghsoud Sadegh Angha, ha affermato:

La preghiera del tramonto è piantare un seme

La preghiera della notte è la crescita delle sue radici nel buio e nell’occultamento

La preghiera del mattino è l’emergere della prima gemma dal terreno

La preghiera del mezzogiorno è la crescita dei suoi rami e foglie

La preghiera del pomeriggio porta il frutto dell’albero della devozione.

La vera preghiera significa testimoniare la gloriosa luce di Dio e sincera devozione al Glorioso Dio nello specchio del cuore puro, attento ed illuminato; la mente illuminata, e il puro e fiducioso sé.

Digiuno

Il digiuno è un principio dell’Islam ed una pratica chiave del Sufismo. Da prima dell’alba fino a dopo il tramonto ogni giorno durante il mese di Ramadan, il sincero ricercatore si astiene dai piaceri terreni, rivolgendosi all’interno verso il cuore. Digiunare significa astenersi non solo dal cibo, dalle bevande, dal fumo e dagli altri desideri cellulari, ma anche astenersi da ciò che inquina la mente e l’anima. Il digiuno del Ramadan è un periodo di purificazione, che richiede auto-disciplina e devozione al Divino Amato. Il Sufismo insegna che senza la presenza del cuore e la giusta intenzione, tutte le azioni diventano rituali banali e privi di significato. Questo è vero anche per il digiuno.

Hazrat Salaheddin Ali Nader Angha, il Maestro Sufi della M.T.O. Shahmaghsoudi® Scuola di Sufismo Islamico® ha illuminato il significato spirituale del Ramadan e la realtà del digiuno nei suoi insegnamenti. La parola “Ramada” (رَمَضَ) significa una terra inaridita per il caldo intenso e la siccità, una terra che è così secca nella sua estrema sete che la sua superficie è spaccata e le sezioni della superficie cominciano a curvarsi alle estremità creando forme simili a ciotole. La superficie è quasi staccata dal terreno rivolto verso il cielo, nell’attesa che la pioggia pura e portatrice di vita plachi la sua sete. Questo rappresenta l’anelito del corpo e dell’anima del sincero cercatore della verità durante il mese di Ramadan. Il cercatore nella sua sete e nel suo anelito evita e volge le spalle ai piaceri terreni. Nella sua solitudine, si rivolge verso la fonte della vita nel suo cuore, aspettando il flusso di conoscenza e amore dalla sorgente del suo cuore (Angha).

Il Ramadan è un mese durante il quale il Sacro Corano è stato rivelato da Dio al Profeta Maometto (la pace sia su di lui). Ciò significa che, attraverso la purificazione e la devozione, il libro dell’essere del cercatore si apre e rivela la vera conoscenza e amore, manifestando i chiari segni per la guida e la salvezza.

“Ramadan è il (mese) in cui il Sacro Corano è stato inviato a voi, come guida per l’umanità e segni chiari per la guida e la salvezza” (2:185)

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Riferimenti:

Angha, Hazrat Salaheddin Ali Nader. Pleasant Hill, CA, 1992. Lecture.

Angha, Hazrat Shah Maghsoud Sadegh.  Al-Salât, the Reality of Prayer in Islam.    Riverside, CA: M.T.O. Shahmaghsoudi Publications®, 1998, Print.

Angha, Hazrat Shah Maghsoud Sadegh. Hidden Angles of Life. Pomona, CA:        Multidisciplinary Publications, 1975, Print.